Instagram giorgio nocentini
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Portare i pantaloni con la vita molto bassa, quelli che stanno sotto il culo per intenderci, non va bene. Oltre tutto stanno male a tutti, nessuno escluso. 

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  • Trattativa stato-ultrà
  • Servizi sociali per Berlusconi
  • Hai chiamato l’Enel?
  • Bisogna tagliare l’erba
  • Ascolta ‘na roba
  • Mangaratiba
  • Troppa sovraesposizione
  • Vanno più le cipolle dei crauti
  • L’undici di prandelli
  • Non uscire nelle ore più calde
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Al mercato dell’educazione, quanto costa dire grazie? o scusa? o per favore? Saper essere riconoscenti verso le persone che ci aiutano, capire quando si ha torto, chiedere gentilmente qualcosa…cose senza prezzo.

Io credo che insieme a Educazione Civica a scuola dovrebbero insegnare anche l’importanza di quelle tre semplici parole. semplici ma fondamentali. Mi rende triste vedere la maleducazione che impera dappertutto e a cui pochi ormai fanno caso, anzi ci sono abituati, tanto è normale al giorno d’oggi. Ecco questo mi fa proprio incazzare, perchè basterebbe così poco per essere educati! Non servono lezioni di galateo, non serve aver frequentato Harvard o un collegio svizzero. 

Ricambiare un sorriso, tenere la porta aperta per quello che viene dopo di te, ringraziare quando ti fanno passare davanti, chiedere scusa se ti sei sbagliato, dire per favore quando si chiede qualcosa…il mondo sarebbe un posto migliore se tutti ci sforzassimo di essere un filo più educati, certo, non perfetto, ma comunque migliore.

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Devi fare tutto quello che ti spaventa. Tutto.
Non parlo di cose che mettono a rischio la tua vita, ma tutto il resto. Pensa alla paura, decidi subito come affronterai la paura, perchè la paura sarà il problema più importante della tua vita, te l’assicuro. La paura sarà il motore di ogni tuo successo, la radice di tutti i tuoi fallimenti e il dilemma di tutte le storie che ti racconterai su te stesso. E quale è l’unica possibilità che hai di battere la paura? Seguirla. Andarle dietro.
Non considerare la paura come il cattivo della storia.
Pensala come la tua guida, il tuo pioniere…”

Da “Il bar delle grandi speranze” di J.R.Moehringer

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Fare più risvolti ai jeans non è direttamente proporzionale all’essere più hipster.

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"O me o vita, domande come queste mi perseguitano. Infiniti cortei di infedeli. Città gremite di stolti. Che v’è di nuovo in tutto questo, o me o vita." Risposta: "Che tu sei qui, che la vita esiste, e l’identità, che il potente spettacolo continua e che tu puoi contribuire con un verso. Che il potente spettacolo continua e che tu puoi contribuire con un verso." Quale sarà il tuo verso? "

Posso davvero contribuire alla vita con un mio verso?

La risposta è dentro di me…epperò è sbagliata!!!

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In Italia non è possibile fare le cose in modo semplice, diretto e pratico. Per qualsiasi cosa, proprio qualsiasi, c’è sempre una complicazione per renderti la vita impossibile. La copia del versamento che devi allegare al modulo che devi compilare che devi mandare con la posta certificata e che devi firmare digitalmente per poi farne tre copie da portare all’ufficio di competenza che poi dovrà fare la verifica dei requisiti che dovranno essere confermati solo dopo opportuno controllo in loco che potrà avvenire però non prima di trenta giorni e che poi forse, il forse è d’obbligo, ti consentirà di provare a fare quello che volevi…

A New York si può aprire un’attività in meno di 24 ore…dico, a New York, non a Sputarello sul Monte Brullo!

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  • Parità dei sessi
  • Puoi entrare nella casa
  • Il badboy Balotelli
  • Sforare il tetto del 3% deficit-pil
  • Sono preso bbene
  • Zona chillout
  • Ce lo chiede l’europa
  • Se non ci vediamo più auguri!
  • Fai il ponte?
  • Che palle sto tempo!
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C’è un lato tamarro in ognuno di noi, questo è vero, ma il tamarro originale è tale quasi di professione. E’ un’attitudine. Innanzitutto la postura, spalle all’indietro e testa in avanti, gambe leggermente aperte, una mano in tasca e l’altra rigorosamente con la sigaretta. Poi c’è l’abbigliamento, sempre eccessivo, sgargiante, praticamente inguardabile. La parlata è un misto tra uno slang tecnico, che si capisce solo se hai la fortuna di essere dei loro, e un dialetto che fa molto appartenenza alla terra natia. In ogni caso sempre sguaiato, volgare e “urlato”. Poi lo sguardo, lui ti guarda male a prescindere. E ti provoca col suo atteggiamento, sempre alla ricerca dello scontro. E così quando te lo trovi davanti al bar è sempre un casino!

Il tamarro si muove quasi sempre col branco ed è proprio quando si sente spalleggiato dai suoi simili che da il meglio di sè. Da solo non ha la stessa capacità di rompere le palle, al contrario, tende a isolarsi e a rimanere in disparte, al limite della timidezza.

Il tamarro se la prende con te perchè hai ordinato da bere prima di lui, e senza chiedere il permesso, può spintonarti per una partita a calciobalilla, può fare apprezzamenti alla tua ragazza ma tu non puoi farli alla sua, altrimenti sono botte. E se passando lo urti inavvertitamente? Minchia allora vuoi veramente finire male! Una volta ho visto un tamarro arrivare al bar, entrare con la macchina nel dehor, aprire tutte le porte, alzare il volume della radio a palla (ovviamente era una canzone da discoteca tamarra!) e accentrare tutta l’attenzione su di lui come se fosse il protagonista della serata. In un’altra occasione si presenta davanti a un ragazzo chiedendogli di farlo fumare, Il ragazzo allora, sapendo il rischio mortale che stava correndo gli porge il pacchetto, ma lui si incazza e chiede nuovamente di farlo fumare. Il ragazzo non capisce, gli agita il pacchetto davanti alla faccia dicendogli di prenderne una ma lui niente, e quindi gli spiega che vuole fumare direttamente dalla sua mano, mentre tiene tra le dita la sigaretta in modo che diventi un gesto servile, un gesto di sottomissione. Non ultima la volta in cui cominciò a intimidire un cane dicendogli che doveva fare il bravo perchè lui era il “capo” della zona. Da ricordare per sempre lo sguardo attonito e basito che fece il cane nel vedere quel povero demente ormai prossimo alla pazzia!

Ecco…questo è il tamarro da bar e giuro che è tutto vero!

E comunque…”Cazzo guardi…c’hai problemi?”

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«Non dimenticate mai che siete cittadini di questo mondo, e che ci sono cose che potete fare per sollevare lo spirito umano, cose che sono facili, cose che sono gratuite, cose che potete fare ogni giorno. Civiltà, rispetto, gentilezza, carattere. Siete troppo in gamba per godere delle sconfitte altrui, siete troppo in gamba per i pettegolezzi e il sarcasmo, siete troppo in gamba per l’intolleranza. E dato che siamo nel mezzo di un’elezione presidenziale, vale la pena ricordare che siete troppo in gamba per pensare che le persone che non sono d’accordo con voi sono vostri nemici».

Dal discorso (commencement speech) di Aaron Sorkin ai laureandi della Syracuse University, nello stato di New York, il 13 maggio 2012. 

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Quando si avvicina l’ora di andare all’autolavaggio, e vedendo lo stato della mia macchina capireste che quel momento arriva di rado, noto sempre con piacere e curiosità le varie tipologie di persone che lo frequentano.

L’autolavaggio è un microcosmo che si popola di una fauna tutta da scoprire. Se guardate, ad esempio, dentro ad uno dei box per il lavaggio a gettoni fai-da-te vedrete sicuramente l’Anzianotti imbracciare la lancia come se fosse il suo fucile a baionetta, intento a lavare la sua Fiat Uno blu perfettamente immacolata, con 500.000 km  e con la plastica che ancora ricopre l’interno delle portiere che così non si rovinano. Sicuramente in pensione, ha tutto il tempo del mondo quindi se la lava da solo, avrà messo qualche centinaio di gettoni e quindi occuperà il “suo” box per almeno due ore. Voltandovi invece verso la zona dove la macchina viene lavata coi rulli automatici avrete il piacere di imbattervi in un autentico spettacolo. Il Tamarro che fa la doccia al prolungamento del suo pene. Fantastico. Innanzitutto sfoggia il suo bolide in stile “fastandfurious” con tanto di alettoni/minigonne/cerchi in lega da 45 pollici, che però quasi sempre è una Punto, perchè  in fin dei conti la crisi non ha pietà per nessuno…figurati per i Tamarri. Aspetta il suo turno sfoderando tutta la potenza del suo impianto stereo che pompa solitamente una canzone di Gigi D’Agostino facendo vibrare perfino i vetri delle finestre delle case vicine. Una volta arrivato il suo momento si sposta e la guarda mentre viene lavata, con gli stessi occhi di uno che entra a casa e trova Belen nuda stesa sul letto che lo aspetta. Se invece spostate lo sguardo un po’ più in la, al lavaggio interno ecco che potrete vedere il Precisetti alle prese con le pulizie di pasqua del suo abitacolo. Solitamente dotato di una tranquilla, quanto anonima, quanto sicura, quanto spaziosa station wagon, potrete notarlo mentre, vestito con la tuta dei detective di CSI, si danna l’anima per eliminare tutte, ma proprio tutte, le micro macchioline, le micro bricioline, i micro aloni e i micro peli che infestano l’interno della sua sala operatoria. I sui bisturi sono pelli di daino di ogni spessore e il potente tubo aspirapolvere che lui maneggia da vero professionista.

Se poi guardate la strada che passa a fianco dell’autolavaggio, vedrete uno come me, un pigro, con l’aria di quello che vorrebbe tanto andare a lavare la macchina ma che quasi quasi…ci va domani! 

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Questo è uno zerbino, un uomo-zerbino. E’ così che si è ridotto. Già perchè ormai il genere maschile non esiste quasi più, completamente plagiato e soggiogato dalle femmine, altro che sesso debole! Parlare di donne, ironicamente intendo, è diventato delicato e pericoloso come tirare in ballo gli ebrei, i neri o i gay. Io adoro le donne, un po’ meno le femministe. Lo abbiamo capito che siete più intelligenti, multitasking (ora va un sacco di moda dire di esserlo!) e blablabla…tra l’altro mi sta benissimo, più fate voi e meno devo fare io. Diciamo che però a volte, solo a volte, potreste anche prendervi un po’ meno sul serio. Ma questo forse sarebbe chiedere troppo.

Il problema vero è la condizione del maschio moderno, anche se usare il termine maschio forse non è più del tutto appropriato. Infatti quello che ne rimane è poca cosa, praticamente deve aver dimenticato di essere dotato di palle ma soprattutto non sembra essere intenzionato a ricordarsele, preso com’è da farsi le sopracciglia ad ali di gabbiano. O peggio, impegnato a soffocare ogni tipo di velleità intimorito com’è dalle possibili rappresaglie del fuhrer del suo cuore.

E così in giro si vedono sempre più dei poveri cagnolini scodinzolanti che camminano con le loro padrone, rigorosamente un passo indietro però. Obbligati a guidare per chilometri per andare all’outlet a fare shopping, spinti a maneggiare trapano e pinze per fare inutili lavori di bricolage, portati di domenica mattina all’Ikea quando l’unica cosa che vorrebbero sarebbe quella di aspettare il pomeriggio sul divano per vedere le partite. O peggio ancora trascinati a fare passeggiate per prendere un gelato, capito? Un gelato. Senza tralasciare come si rassegnino a subire critiche e ingiurie di ogni sorta senza difendersi o lamentarsi anzi, chinando la testolina e scusandosi per qualsiasi errore non abbiano commesso.

Ora vado che devo lavare i piatti!!!

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Come nel fantastico video del Terzo Segreto di Satira, “#nonpossonovotare”  http://youtu.be/JdmAIKNpK0k , mi sono venuti in mente alcuni casi in cui dovrebbe essere vietato l’uso di Facebook.

Non puoi usare Facebook se…

  • monopolizzi la home con la tua laurea, lo abbiamo capito ma ora anche basta.
  • non sei autoironico e ironico in generale, cioè, fattela ‘na cazzo di risata.
  • sei un ultras politico, non è la sede, e poi comunque hai rotto il cazzo.
  • posti frasi assurde di Mussolini, perché non hai capito un cazzo.
  • metti foto di gatti con espressioni facciali.
  • metti foto di cani vestiti con la maglia della tua squadra del cuore.
  • hai sessant’anni di corpo e sedici di testa e posti link di rugbisti nudi che ammiccano.
  • di anni ne hai venti ma scrivi cose talmente vecchie che neanche tuo nonno.
  • fai l’ultras calcistico pensando di essere in curva…fai ridere. 
  • posti tutte le 800 foto delle tue vacanze, qualcuna in meno dà comunque l’idea. 
  • dai il buongiorno e la buonanotte agli amici di facebook…ebbasta!
  • non metti l’acca quando serve e ignori l’esistenza del congiuntivo.
  • chiedi: “consigli per questa sera?”
  • posti canzoni smielate quando sei innamorato o sei appena stato scaricato, non gliene frega un cazzo a nessuno.

Ma qualcuno l’avrò dimenticato di sicuro.

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Decidi di andare al bar dopo una giornata di lavoro, hai voglia di lasciare da parte i vari cazzi che hai. Mentre sei in macchina già lo vedi, il tuo sgabello preferito che ti aspetta davanti al bancone, ti immagini già il momento in cui entrerai e ne prenderai finalmente possesso. Poi ordinerai la tua birra fresca che non vedi l’ora di sorseggiare, il tutto senza pensare a nulla, anzi se possibile sparando qualche cavolata col “tuo” barista.

Quindi arrivi e parcheggi, percorri il breve tragitto che ti separa dal tuo nirvana, sei davanti alla porta e sul tuo volto già si comincia a intravedere quel sorrisetto tipico di chi sta facendo quello che vuole. Rimane soltanto la porta, che spalanchi ma…lui è li. il vittone. Questo è un brutto colpo, in un attimo cambia tutto e il tuo momento di fankazzismo lascia velocemente spazio alla rottura di coglioni. 

il vittone è un cliente tipico di ogni bar e quando lo vedi dovresti dartela a gambe senza pensarci due volte, si manifesta sempre nel momento meno opportuno e ha due enormi difetti. Il primo è la loquacità, il secondo è l’innata predisposizione a spararla sempre più grossa degli altri. Ma andiamo con ordine.

Lui non è per niente timido anzi, conosce chiunque e parla con tutti. Se per caso ti metti in disparte per stare da solo, lui a poco a poco comincia l’opera di avvicinamento e alla fine ti stana, ti salta addosso e ti si appiccica. E tu non puoi farci nulla, sei completamente indifeso e quindi subisci. Qualche convenevole di circostanza, le solite domande di rito: come stai?, tutto bene?, e il lavoro?, ma tanto a lui non interessa la tua risposta perchè in realtà quelle domande le sta ponendo a se stesso e non aspetta altro che cominciare il suo show. 

Lui non sta bene, va alla grande, e se ha un acciacco è uno di quelli che…cioè tu non puoi capire! Ha così tanto da lavorare che non sa più dove girarsi, però c’è troppa crisi. Ma non si limita alle cose personali perchè è un tuttologo, maneggia gli argomenti più diversi con una sicurezza invidiabile. Ad esempio può sfoggiare conoscenze in ingegneria aerospaziale, per spiegare a te che non lo sai, il perchè della turbolenza sul tuo ultimo volo. E’ un esperto di omeopatia se ti sei sempre chiesto il metodo più efficace per lenire il dolore per la puntura di una vespa. Non fa sport ma sa tutto quello che c’è da sapere per essere il tuo preparatore atletico. Hai lavorato in Fiat? ok, ma lui aveva l’ufficio a fianco a quello di Lapo, mica pizza e fichi! Hai intenzione di fare una vacanza in camper? sappi che lui col camper è andato in Sicilia e ha girato talmente tanto che in dieci giorni ha speso quattromilaeuri di gasolio. Cosa lo spinga a dire tutte queste stronzate, è ignoto. E pregate di non incontrarlo in preda ai fumi dell’alcol altrimenti l’entità di quelle stronzate risulterà elevata all’ennesima potenza.

E così rimani nell’angolo a incassare i colpi come Apollo Creed contro Ivan Drago, annuisci e non hai spazio per replicare. Stai per gettare la spugna e dichiararti sconfitto ma hai ancora una via di scampo, quindi metti da parte la tua idea di una birretta in tranquillità e corri ai ripari, ti inventi una scusa, un impegno improrogabile e te ne vai fingendoti dispiaciuto. Lo saluti ed esci, tornando finalmente a respirare una boccata d’aria fresca. Di quello che ti ha detto non è rimasto nulla. Hai un solo desiderio, ed è quello di rimetterti in macchina e andare a casa a riposarti perchè sei più stanco di prima.

Dannato il vittone!

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arieccoce!

  • la nostra sarà una opposizione responsabile
  • la kermesse sanremese
  • la tv del dolore
  • sono tutelati più gli zingari di noi italiani
  • bisogna fare rete
  • non si può non dare quel rigore
  • la corsa al serale
  • abbasseremo il cuneo fiscale
  • c’è il carnevale a Ivrea
  • no, a me il carnevale fa cagare